/ Notizie / Saluto di S. B. il Cardinale Lubomyr Husar A S.S. Giovanni Paolo II – all'incontro con il Consiglio delle chiese e organizzazioni religiose:
Visita pastorale di Sua Santità Giovanni Paolo II in Ucraina    
23-27 Giugno 2001    
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Saluto di S. B. il Cardinale Lubomyr Husar A S.S. Giovanni Paolo II – all'incontro con il Consiglio delle chiese e organizzazioni religiose

Filarmonica domenica 24 Giugno 2001
Beatissimo Padre,
a me tocca il particolare onore, nella mia qualità di Presidente di turno del Consiglio Panucraino delle Chiese e Organizzazioni Religiose, di salutarLa tra noi.



25.06.2001 (21:15) // Religious Information Service of Ukraine

   Permettetemi all'inizio di dire qualche parola su chi siamo. Qui sono presenti i Capi delle 16 Chiese e Organiszazioni Religiose più diffuse in Ucraina. Insieme costituiamo questo Consiglio nel quale sono riuniti i Cristiani - ortodossi, cattolici, protestanti - Ebrei e Musulmani. Oltre a questi, in Ucraina ci sono quasi 60 organiszazioni religiose minori, delle quali molte nuove nella loro esistenza qui. La legge dello Stato Ucraino "sulla libertà di coscienza e sulle organizzazioni religiose" assicura ad ogni confessione la piena libertà d'espressione, cosa che ha riscosso l'apprezzamento della comunità internazionale.

  Il nostro Consiglio è ancora molto recente, è sorto solo qualche anno fa. Esso è chiamato a servire come forum per incontri, per discutere problemi comuni, per presentare davanti agli Organi di Governo le necessità comuni. Il Consiglio, pure, prende misure affinchè le organizzazione religiose convivano in pace ed evitino qualsiasi conflitto nei rapporti reciproci. In questo spirito sono già state firmate parecchie rispettive dichiarazioni, che a nostro avviso hanno avuto un positivo impatto sui rapporti religiosi in Ucraina. Le potenzialità di una organizzazione come il nostro Consiglio sono tutt'altro che esaurite.

  Quali sfide ci stanno, davanti? A mio avviso, la prima è costituita dalla esistenza di una multiconfessionalità che sia reale in Ucraina. Nel passato certe chiese hanno goduto di uno status privilegiato in quegli Stati nei quali entravano le terre ucraine. Gli altri, d'altronde, erano messi fuori legge. Oggi tutte le Chiese e Organizzazioni Religiose godono degli stessi diritti e sono uguali davanti alla legge. Questo è una grande conquista dello Stato ucraino, sebbene rimanga ancora parecchio da fare. Particolarmente le Chiese e le Comunità religiose che furono perseguitate, represse e messe al bando della società nei tempi della dittatura comunista attendono dallo Stato una piena riabilitazione giuridica ed il riconoscimento delle loro istituzioni educative e delle loro altre strutture di servizio alla società. D'altra parte, le nuove circostanze di coesistenza delle Comunità religiose stimolano noi stessi a conoscere in modo più profondo le fonti di pace e di tolleranza che sono dentro le nostre tradizioni religiose e di manifestarle nella pratica dei nostri rapporti.

  Secondo. Noi dobbiamo vivere in una società dove le tracce dell'ordine e dell'ideologia ex-comunista, non sono ancora totalmente dimenticate o cancellate dalla coscienza delle persone. Un'alta percentuale degli abitanti dello Stato Ucraino non appartiene ad alcuna chiesa o organizzazione religiosa e molto spesso sono lontani di Dio.Questa situazione ci incita a favorire il rinnovamento d'una dimensione religiosa della vita umana.

  Terzo. Sebbene l'Ucraina abbia una tradizione religiosa millenaria (prevalentemente cristiana), la vita privata e pubblica dei nostro Paese in molti casi non è basata su valori umani universali che hanno sempre avuto un fondamento religioso. Naturalmente, questa difficoltà non è esclusivamente nostra, ma di tutti i Paesi post-comunisti e, più in generale, della società postmoderna.I grandi compiti che stanno davanti alla nostra società sono impossibili da perseguirsi senza il rafforzamento dei nostri valori comuni morali, sensa l'accrescimento d'un largo programma etico, religioso e senza un'educazione teologica accademica.

  Quarto. Un altro considerevole problema, che pesa sulla vita religiosa ucraina, è la disunione della Chiesa di Cristo della tradizione di Kyiv. Il nostro sogno è di ritornare alla comunione originaria e siamo grati alla comunità cristiana mondiale per la comprensione dell'importanza di questo problema per l'Ucraina.

  Nell'antica letteratura monastica leggiamo che quando appariva tra i monaci un maestro esperto, gli chiedevano:"Dacci la parola, condividi con noi la tua esperienza". Nello stesso modo anche noi Le chiediamo, Santo Padre, di sostenerci nei nostri sforzi. "Dacci la parola!".

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